Scommetto che a questo punto state già immaginando autobus rossi, nuvole soffici sullo sfondo del Big Ben, caldi tè bevuti alle 5 di pomeriggio e serate nei pub.
Beh, diciamo pure che non è così.
Posso solo dirvi che è difficile stare qui. Anzi, no. Mi correggo: dire che stare qui è difficile è un simpatico eufemismo.
Ci sono migliaia di opportunità, cose belle da vedere, da scoprire e da imparare.
Ma ci anche affitti carissimi, lavori pagati una miseria, truffatori, difficoltà di comprensione. E la fila per la doccia e la fila per cucinare e lo spazio nel frigo che non è mai abbastanza. E la gente che non ti sorride mai, migliaia di persone intorno e nessuno con cui parlare.
Non che vada proprio tutto a rotoli: io cerco di restare sorridente e fiduciosa.
Per ora ho conosciuto pochissima gente, ma buona.
Lavoro mille ore al giorno e non riesco a pagarmi neppure l'affitto, ma mi piace. Balbetto come un bimbo di 2 anni, ma parlo inglese. Ho paura degli spazi chiusi, ma salgo e scendo dalla metro (perdendomi ancora - di tanto in tanto - ma il bello è anche quello).
Non sto programmando di farmi una vita qui, ma per ora non è poi tanto male.
E non dimentichiamo che, in tutto questo, ci siete voi: grazie per ogni singolo commento, interessamento, email e abbraccio virtuale. Li apprezzo incredibilmente. E li porto con me quando cammino per strada cercando di capire cosa fare e dove andare.