23.2.09

Dritto e Rovescio: il knitting in Triennale

Triennale Design Museum presenta - dal 24 febbraio al 29 marzo 2009 - la mostra Dritto Rovescio, che attraverso installazioni di artisti internazionali, oggetti di design e un laboratorio permanente aperto al pubblico, proporrà una riflessione sull’intreccio tessile come struttura metaforica del pensiero e della società, e al tempo stesso come mezzo di partecipazione individuale ai processi creativi.



La mostra nasce dall’esperienza condotta negli ultimi due anni dal gruppo do-knit-yourself e Naba che insieme con Triennale Design Museum hanno creato un appuntamento settimanale, il Knit Café, che ha coinvolto un numero considerevole di appassionati e curiosi intorno al tema del lavoro a maglia. Grazie alla nascita dei Knit Café i knitters hanno allacciato nuove relazioni, iniziato a lavorare con le proprie mani, realizzato piccoli e grandi progetti, e soprattutto partecipato alla realizzazione di un grande lavoro, il Family Dress, un abito composto da tanti vestiti saldati tra loro e realizzati con piccoli pezzi tutti diversi per forma, materiale, tecnica di lavoro, colore, assemblati da do-knit-yourself insieme a studenti, artisti e persone di buona volontà. Il Family Dress nato lo scorso anno con il contributo degli ascoltatori di Pinocchio - con La Pina e Diego - di Radio Deejay, è diventato simbolo del Knitting Made in Italy.
Da qui è emersa l’idea di fare una riflessione più ampia in cui arte, design e creatività di massa trovassero per la prima volta un punto di incontro.

L’intreccio del tessuto è la metafora che più si presta ad esprimere le relazioni nella narrativa, nella musica, nella logica, nella società, nella scienza, e la mostra Dritto Rovescio rappresenta proprio l’intreccio tra aree generalmente separate come l’arte, il design, la scienza e il lavoro delle singole persone attorno a un tavolino del bar o a casa davanti alla televisione.

Performance, fotografie, installazioni e video di circa 30 artisti, tra i quali Claudia Losi, Janet Echelman, Nathalie Du Pasquier, Patricia Walzer, Freddie Robins, Anne Wilson, e oggetti di oltre 20 designer, tra i quali i fratelli Campana, Tom Dixon, Marcel Wanders, Patricia Urquiola, Tokujin Yoshioka, dialogano all’interno di un allestimento leggero e trasparente progettato da Dante Donegani e Giovanni Lauda.

Un’area della mostra è riservata a un laboratorio in cui si terranno corsi di maglia e ricamo, ma anche workshop e conferenze di filosofia (il filo del pensiero e il tessuto musicale con Francesca Rigotti) e scienza (i modelli di spazio iperbolico realizzati all’uncinetto con Taimina Daina), laboratori per bambini con Reggio Children. Uno spazio anche dove fermarsi a lavorare e vedere filmati di esperienze di artisti e di appassionati.

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